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28 Dec

Terapia craniosacrale e riflessioni generali

Saturday, 28 December 2013 14:00 Published in Blog

Mi gira un link il mio carissimo amico all'ultimo anno di osteopatia Daniele Marinucci, dice che la signora Viola Frymann (una osteopata dell'età di 92 aa specializzata nella terapia cranio sacrale ritenuta il vate di questa branca dell'osteopatia) è stata denunciata per atti ripetuti di grave negligenza e  incompetenza. Cerco l'articolo su wikipedia e analizzo i link. Il primo mi porta al sito quack watch del dott Stephen Barrett, parla di una azione disciplinare nei confronti della signora Frymann, il direttore esecutivo del california board of osteopathic examiner ha accusato l'osteopata Viola Fryman di atti ripetuti di grave negligenza e  incompetenza in relazione alla gestione di un neonato da lei messo a rischio di vita. L’infante era affetto da un’infezione del tratto urinario a rischio setticemia e la Frymann si ostinava a trattarlo esclusivamente con la craniosacrale.

Indago sulla credibilità del documento trovato sul sito e ne trovo di simili su altri. Suppongo la notizia sia alquanto attendibile.

Ebbene successivamente scopro che  la signora Frymann è stata ospite di un programma televisivo ai limiti del ridicolo che si occupava di miracoli. La si vede presentare un bambino che (a sua discrezione) era costretto su una sedia a rotelle e che lei dice aver rimesso in piedi. Effettivamente il bambino cammina sul palco ma ritengo questo tipo di manifestazioni molto plateali e poco scientifiche, quasi sensazionalistiche direi, atte ad evocare nello spettatore tutta una serie di distorsioni riguaradanti la conduzione di indagini attendibili sulla ricerca in ambito medico. In questo modo la signora non solo manifesta ai miei occhi un bisogno squilibrato di dimostrazione delle proprie capacità(finalizzate più che altro a nutrire il proprio ego) ma una certa lontananza dagli ambiti scientifici della ricerca medica. Ho spesso ragionato coi miei allievi sulla natura dell’ascolto del movimento craniosacrale che viene propinata durante le lezioni.

Si tratta di lavaggio del cervello.

Molto frequentemente l’allievo che riferisce di non sentire alcun movimento del cranio si sente ghettizzato, inferiore, ipodotato. Non solo: nel momento in cui io li facevo ragionare sull’improbabilità di sentire movimenti molto al di sotto del millimetro con le sole mani su una struttura ricoperta di capelli e da almeno mezzo centimetro di tessuto sottocutaneo,molti si sentivano sollevati e affermavano di aver pensato diverse volte che fosse improbabile riuscire a sentire qualcosa. Non contento chiedevo loro come mai la medicina moderna fosse arrivata ad avvalersi di macchinari come l’ecografia,la risonanza magnetica nucleare o i raggi x per diagnosticare con certezza le patologie non diagnosticabili con la sola applicazione della semeiotica e della palpazione. Li facevo riflettere sul fatto che se fossero bastate le mani queste invenzioni sarebbero state inutili. Quasi tutti confermavano di aver pensato quello che dicevo ma che avevano avuto timore ad esprimere il loro parere perché si sarebbero sentiti degli incapaci.
Ragazzi non siete incapaci, semplicemente il cranio non si muove. Possibile che ci vogliano almeno due anni(come dicono i docenti) per iniziare a sentire dei movimenti craniosacrali? Possibile che madre natura ci abbia donato una capacità così altamente discriminatoria da surclassare misurazioni che necessiterebbero di complicatissimi sistemi laser per essere effettuate? Io credo proprio di no. Certo,con la pratica si impara ad apprezzare alterazioni della trama tissutale del corpo umano che sfuggono ai più,ma a tutto c’è un limite. Io sono dell’idea che questo tipo di insegnamenti abbiano un importante ruolo: affinano le capacità tattili dell’operatore. Il difetto sta nel mascherarli con abiti che si avvicinano pericolosamente all’esoterismo,privandoli di dignità scientifica e pratica. Queste  abilità hanno un potenziale altissimo. Ci sono pazienti che, se sapientemente selezionati,possono trarre un enorme beneficio dai trattamenti manuali.
Sarà importante però eseguirli all’interno di confini stabiliti dalla conoscenza(anatomica,semeiotica,pratica) e dal buon senso nonché sfruttando e coltivando la capacità di imparare dalle proprie esperienze in ambito terapeutico.
Troppe volte sedicenti professionisti in ambito sanitario si tacciano di capacità al limite del magico. Il miglior atteggiamento, a mio avviso, è quello di spiegare in maniera seria e il più possibile scientifica al paziente il tipo di trattamento che gli si sta offrendo,erudendolo sulle possibilità di cura autonoma che può attuare per mantenere il suo stato di salute. Molti pazienti che vengono da me dopo aver avuto esperienze con altri osteopati si stupiscono del fatto che io proponga loro di risolvere il loro problema in tre quattro sedute ravvicinate per poi fare controlli tre, quattro(a volte addirittura due) volte l’anno. Io rispondo loro che un operatore serio e preparato (e che non pensa solo ai soldi)  facendo così si occupa del proprio paziente nella maniera più onesta e competente che si possa immaginare. E’ cercando di insegnare a stare meglio autonomamente ai nostri pazienti che noi assolviamo al nostro compito nel migliore dei modi ,piuttosto che rendendoli dipendenti dai nostri trattamenti. Forse sono un idealista ma,credetemi, trattare i propri pazienti come se fossero persone care rende questo lavoro stupendo.

13 Dec

La paziente trattata col viscerale.

Friday, 13 December 2013 18:00 Published in Blog

Parliamo di trattamenti viscerali in osteopatia. Per quanto io ne sappia, non esistono attualmente studi scientifici attendibili che ne dimostrino l'efficacia. Lo stesso Barral (famoso osteopata in ambito viscerale) ha ammesso, in un articolo,   l'empirismo che caratterizza le manovre viscerali. In quanto uomo di scienza, ho iniziato a farmi delle domande sull'argomento. Ho iniziato a studiare le relazioni  viscerosomatiche che si evincono dalla semeiotica del dolore in ambito viscerale e ho intuito una cosa: massaggiando la pancia qualcosa succede, ma quel qualcosa non è quantificabile ne qualificabile, tantomeno ascrivibile inequivocabilmente all'effetto della manipolazione sui visceri e non ha niente di cosi miracoloso, su una vera patologia, come tanti sedicenti seri osteopati vorrebbero farci credere.  In quei casi per far passare il dolore bisogna curare la patologia primaria (renale,intestinale,gastrica,epatica ecc....), e per curare intendo con la medicina convenzionale, dopo aver fatto analisi del sangue,ecografie e decidendo, come già detto in un precedente articolo, la terapia più idonea(farmacologica,dietetica,chirurgica). Se non bastasse voglio ricordare che la maggior parte dei visceri se non affetti da serie patologie, non sono palapabili, da qui la riflessione sulla improbabilità di trattamenti viscerali complessi e altamente precisi nella individuazione degli organi. 

A volte serve il massaggio del pacchetto viscerale,decisamente, aiuta a preparare il terreno per una manipolazione oppure per un massaggio, a volte addirittura a "sbloccare" un dolore difficile da risolvere, ma se il problema risiede nel sistema muscoloscheletrico possiamo passarci anche le ore a massaggiare una pancia,cambierà ben poco.Anche li bisognerà occuparci della patologia primaria e quinidi trattare adeguatamente le strutture coinvolte nell'eziopatogenesi del dolore sia farmacologicamente che manualmente, consigliando di perdere peso o consigliando ginnastica correttiva, in ultima istanza consigliando una visita dal chirurgo. La cosa importante sarà sempre tenere d'occhio i segni clinici di urgenza medica che escludono il paziente dall'inclusione nella nostra selezione. L'unico caso in cui la manipolazione viscerale avrà un buon effetto è quando il paziente non ha nulla di grave. Ma in quel frangente qualsiasi cosa lo farebbe migliorare, anche una tisana.In alcuni casi essa può essere il corollario ad un trattamento completo ma mai potrà essere la base di una seduta.
Questa lunga introduzione per parlarvi di una delle mie pazienti.


Si presenta a studio con dolore lombare e irradiazione alla coscia sinistra, era stata da un collega che le aveva"ravanato"(testuali parole) la pancia per dieci sedute con scarsissimi risultati. A volte le cose sono molto più semplici,la paziente a lavoro manteneva una postura scorretta e non si alzava mai dalla sedia. Correggendola e consigliandole di alzarsi ogni mezz'ora tutti i problemi sono svaniti e in un paio di sedute. A voi le riflessioni.

13 Dec

Approccio alle sedute di terapia manuale

Friday, 13 December 2013 17:30 Published in Blog

Per iniziare vorrei introdurvi nel mondo delle sedute di terapia manuale.  Un buon terapista, preparato e coscienzioso sa,che per risolvere un problema ad un pz laddove non ci sia danno anatomico ci vogliono due o tre sedute. Altro discorso se c'è una lesione;in quel caso sarebbe opportuno inviare il paziente dal medico curante o dallo specialista per decidere di concerto il piano riabilitativo piu adatto dopo aver somministrato la terapia medica(farmacologica, chirurgica,dietetica ecc...) idonea (che tengo a precisare non essere di competenza del terapista manuale ne del fisioterapista).La conoscenza dei segni patognomonici caratteristici delle patologie piu importanti che necessitano di consulto specialistico non possono prescindere la preparazione del serio professionista. Altro discorso va fatto per quanto riguarda le capacità terapeutiche legate alle peculiarità caratteristiche del singolo operatore che possono essere piu o meno sviluppate ma di questo parleremo in seguito; l'argomento necessita un apprendimento a se stante e accurato.

07 Dec

Conosciamoci meglio

Saturday, 07 December 2013 20:00 Published in Blog

Buongiorno,mi chiamo Pietro Bennardo,sono un fisioterapista (sui generis) che ha studiato osteopatia.Da sempre sono stato affascinato dalla comprensione dei meccanismi che regolano la salute.Spesso attratto da argomenti di ordine medico ho imparato a definire i confini tra riabilitazione e medicina,distinguendo grazie alla semeiotica clinica di urgenza ciò che è di stretta competenza medica da ciò che può essere affrontato attraverso tecniche riabilitative che,a mio parere,in osteopatia vengono solamente approfondite in certi casi(i migliori)o ammantate di mistero e magia in tal'altri(i peggiori).

Questo blog per condividere le mie esperienze.

07 Dec

Osteopata o stregone?

Saturday, 07 December 2013 11:00 Published in Blog

Al giorno d'oggi la grande confusione di mezzi espressivi tecnici nel campo della riabilitazione e dell'osteopatia sta rendendo inevitabilmente sempre più difficile comprendere ciò che serve e ciò che non serve ai fini terapeutici. Quella di oggi sembra una rincorsa alla perfezione sia esteriore che interiore,che trova espressione solo in se stessa senza avere poi una reale applicazione pratica. Nel campo della salute,soprattutto nel nostro,sembra esserci una continua ricerca alla tecnica più innovativa,alla intuizione più geniale,allo stile più affascinante,all'approccio più nebulosamente magico che lascia ben poco chiare le modalità di risoluzione dei problemi del paziente.
Le persone vengono da noi convinte che ogni problema possa essere risolto, che comunque c'è sempre qualche metodo, qualche tecnica che possa far loro raggiungere il benessere.La realtà è ben diversa!
E' da li che  nascono a mio parere varie teorie strampalate che giustificano trattamenti e tecniche a volte rasenti il ridicolo,per soddisfare il bisogno esteriore di risolvere il problema al paziente senza curarsi della vera natura dei disturbi che lo hanno spinto da noi....Io mi domando ."quanto di tutto questo è scientificamente verificabile?Siamo sicuri che spostare di tre millimetri un dito o sintonizzarsi su un'intenzione possa realmente modificare l'atto terapeutico(escluso ovviamente l'effetto placebo?)" . E soprattutto : facciamo del bene ai nostri pazienti?Io credo che sia fondamentale invece riscoprire il proprio territorio di competenza riducendo il delirio di onnipotenza che caratterizza l'approccio di taluni operatori in preda a se stessi.Sono arrivate a mescolarsi tecniche e metodiche delle più disparate, alcune geniali, altre che ricalcano la più classica delle rieducazioni fisioterapiche, ma usando nomi più eterei, altre che sembrano atti di stregoneria. Ecco perché mi sembra utile ridefìnire, rivalorizzare l'intervento classico dopo che, negli ultimi anni,si sono affinate le metodiche e sfumate le incompatibilità tecniche; l'esperienza terapeutica vissuta sul campo ha ribadito a me stesso, se mai ce ne fosse stato il bisogno, l'interdisciplinarietà professionale come strada realmente efficace alla soluzione dei disturbi.Il filo conduttore non dovrà essere lo spirito teorico della metodica, ma l'attenta valutazione del riscontro che l'operatore ha dal paziente durante l'atto rieducativo. Solo da questo presupposto di "ascolto" di ciò che il terapista sente e vede,si può partire per dotare l'intervento terapeutico dei mezzi(metodiche e tecnologie)necessari alla soluzione del problema,nel rispetto delle esperienze e della dignità professionale di ognuno.

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fisioterapista (sui generis)

  • Mi chiamo Pietro Bennardo, sono nato nel 1978 a Roma. Maturità scientifica nel 1997. Nel 2000 mi sono diplomato in fisioterapia col massimo dei voti. Mi sono specializzato in shiatsu (metodo namikoshi) diplomandomi nel 2002 col dott. Palombini. Poi ho intrapreso il percorso formativo in osteopatia diplomandomi nel 2008. Da anni esercito la professione di fisioterapista con contaminazioni osteopatiche, per…

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