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29 Oct

La panacea.

Wednesday, 29 October 2014 18:37 Published in Blog

Panacea era una divinità greca, figlia di Asclepio, aveva cinque fratelli: Egle, Iaso, Igea, Macaone e Podalirio. Era la personificazione della guarigione universale e onnipotente. Esiste? Direi di no, come non esistono Zeus e Artemide o Afrodite. La Panacea; quante volte avete sentito nominare questo sostantivo? Beh, per quanto mi riguarda, ogni volta che la sento penso che sarebbe bello esistesse una sostanza cosi speciale, come sarebbe bello i tumori passassero con il bicarbonato o affrontando un conflitto interiore, come sarebbe bello riallineare tutta colonna con una singola manipolazione dell'atlante, come sarebbe bello che dei granulini di zucchero curassero ogni malattia senza avere nessuna controinidicazione. Purtroppo non è cosi. La realtà è ben altra cosa. Sento spesso inneggiare ai metodi naturali, sento spesso dire che potremmo curare tutto mangaindo bene e non vaccinandoci. La natura però, non è sempre così benevola.

08 Oct

L'importanza della semeiotica medica

Wednesday, 08 October 2014 06:53 Published in Blog

Ci sono cose più importanti dell'ego di un osteopata o di un fisioterapista, una di queste è la salute del paziente. Ostinarsi a voler risolvere un problema manualmente o consigliando degli esercizi, quando il caso che si presenta davanti a noi ha bisogno di un approfondimento diagnostico, è un atto scellerato. Abbiamo una responsabilità, nei confronti del malato, che va ben oltre gli esercizi estetici di bravura, i quali trovano giustificazione solo se visti attraverso un ego narcisistico. Parlo di patologie serie (fratture, mallattie reumatologiche, tumori) che necessitano di conoscenza della semeiotica medica, e cioè di quel gruppo di segni e sintomi che portano alla diagnosi (la quale ricordo non essere di appannaggio del fisioterapista, ne tantomeno dell'osteopata). Questa conoscenza (che va a vantaggio di chi ce l'ha) permette il dubbio. Il dubbio è fondamentale quando ci si avventura in territori sconosciuti, ci mette al riparo dai rischi e tutela, salvaguardandola, la salute del paziente. Parlo, soprattutto, a quei professionisti che , in buona fede, si ostinano a non vedere, credendo che la ragione del loro insuccesso sia da ricercare nella loro incapacità. Non è cosi. Alcune cose non si possono risolvere e basta. Un ernia appena espulsa ha bisogno di trattamento farmacologico e riposo, nella migliore delle ipotesi, altrimenti necessita di intervento chirurgico per essere risolta. In quella fase la fisioterapia o l'osteopatia non servono a niente. Passata la fase acuta avranno senso, se viste con la prospettiva della prevenzione e dell'educazione posturale. Nella maggior parte dei casi il nostro lavoro migliora la qualità di vita dei pazienti e di molto, edulcoriamolo con una buona dose di umiltà e coscienza.

27 Aug

Il pensiero magico

Wednesday, 27 August 2014 07:08 Published in Blog

Ecco uno spunto molto interessante, che parla della tendenza del genere umano a ricadere in trappole cognitive, caratteristiche dell'infanzia, che lasciano poco spazio al pensiero logico deduttivo. 

 

 

http://www.benessere.com/psicologia/arg00/pensiero_magico.htm

22 Jul

Apprezziamo i progressi della medicina

Tuesday, 22 July 2014 20:13 Published in Blog

La profonda ignoranza in campo medico è qualcosa che risuona nel mio io più profondo. Cerco di essere tollerante con tutti e provo a spiegare con pazienza che la maggior parte delle cose diffuse sul web sono bufale, ma spesso incontro muri di gomma, gente che risponde:"ma io ho studiato " e se poi vai a indagare, scopri che il loro concetto di studio è quanto di più lontano da quello che dovrebbe essere per avere una formazione un minimo seria, e che, per la maggior parte, si basa sul sentito dire o su letture online. Forse non ci si rende conto di quanto sia complesso il meccanismo della conoscenza, soprattutto in ambito medico, nel quale interpretare uno studio vuol dire fare la differenza tra comprenderne il vero significato e travisarlo completamente(ad esempio scoprire che una sostanza uccida delle cellule tumorali in vitro, non vuol dire che poi lo faccia se iniettata nel torrente ematico, magari perchè si disattiva, oppure perchè gli effetti tossici sono troppo alti rispetto ai benefici). Per dimostrare qualcosa ci vogliono più studi indipendenti e ripetuti. E siamo ancora nel campo della normalità. Poi arriviamo a quegli aborti pseudoscientifici come le staminali di Vannoni, gli antivaccinisti, la cura del tumore con l'alimentazione vegetariana, gesù che fà i miracoli e grande puffo che scappa da gargamella. E' stato l'avvento del www a disorientarci tutti. Eravamo tutti presi ad accedere a questa conoscenza così facilmente fruibile che nessuno si è preoccupato di verificare le fonti. Ognuno può aprire un blog e scrivere quello che vuole (me compreso) e questa democrazia rende confusa l'origine del sapere, che andrebbe invece sempre verificata sui libri o da dei SERI professionisti del settore. Troppo spesso sento dire:" ma i nostri nonni guarivano grazie a rimedi naturali e non hanno mai avuto bisogno di medicine, quelle ti intossicano e basta". Ragazzi, i nostri nonni CREPAVANO e molto spesso non si sapeva neanche il perchè. Si moriva spesso di tifo o di polmonite, di tumore o di infarto ma non si sapeva, non si conosceva abbastanza per saperlo, e la morte faceva così strettamente parte della vita, che non ci si dava troppo peso e si tirava avanti. Quindi, la prossima volta che pensate alle cure naturali, riflettete. Con grande fiducia. Pietro Bennardo.

10 Jul

La selezione del paziente

Thursday, 10 July 2014 17:25 Published in Blog

Due giorni fa arriva una paziente al mio consulto. Avrà avuto una sessantina d'anni, ancora in ottima forma ma con le ginocchia molto dolenti, dei dolori diffusi e un senso di stanchezza che non mi convinceva molto. L'avevano mandata da me perchè altri pazienti avevano trovato beneficio dai miei trattamenti e lei era estremamente fiduciosa nel potere del mio intervento manuale. La visito, le articolazioni delle ginocchia erano calde e dolenti e anche le caviglie e le mani se palpate accuratamente erano compromesse. Le misuro la temperatura: 37,2° C . La informo che, purtroppo, non potevo aiutarla, e le consiglio una visita reumatologica. All'inizio ho visto smarrimento nei suoi occhi, ma piano piano, parlandole con chiarezza, ha capito quanto fosse prezioso il consiglio che le stavo dando. Dovrebbe essere così, un po' in tutto. Saper selezionare i propri campi di competenza è fondamentale per un buon successo.

10 Jun

Un lavoro che piace...

Tuesday, 10 June 2014 07:58 Published in Blog

Il nostro lavoro è provante dal punto di vista fisico. Quando vedi dieci pazienti in un giorno (se li tratti tutti con tecniche reali, e non con i massaggini alla testa, o i trattamenti new age in cui si risolvono i conflitti interiori con le coccole al corpo astrale traendone benefici a livello fisico)  vi assicuro che a fine giornata senti una stanchezza profonda, non come quella di un minatore del diciottesimo secolo, indubbiamente, ma una certa stanchezza, la senti. Come rimanere sempre prestante con ogni paziente? Applicando le proprie peculiarità e le proprie capacità con passione. Cercando nel corpo del paziente la tensione, sciogliendo quella giusta al fine di farlo stare meglio, domandandosi ad ogni seduta dove si possa annidare il motivo del suo disagio fisico. Come se fosse una sorta di indagine, la soluzione a un quesito che stimola il nostro intelletto. Sempre con un occhio a ciò che non si può risolvere solo con la terapia manuale. Solo così si può mantenere un alto standard durante i trattamenti.

18 May

Dieta e ritenzione idrica

Sunday, 18 May 2014 22:46 Published in Blog

Parliamo di pubblicità: molte aziende che imbottigliano acqua puntano sugli effetti incredibili di questa sulla depurazione, l’idratazione, il benessere e la bellezza.Bere tanto dovrebbe avere un effetto miracoloso sulla nostra salute. I meccanismi che stanno alla base dell’equilibrio idroelettrolitico del nostro corpo sono molto più complessi e tengono conto di capacità di autoregolazione  che dipendono soprattutto da tre fattori principali:

•    equilibri ormonali(se venisse completamente meno l’attività secretoria della corteccia surrenale si morirebbe nel giro di un paio di settimane a causa delle modificazioni corporee che riguardano la volemia e le concetrazioni osmotiche dei liquidi intra ed extracellulari)

•    alimentazione (consumo di frutta e verdura)


•    idratazione,che è regolata dal meccanismo della sete.

Il bisogno di bere si prova nel momento in cui la concentrazione di sodio a livello renale aumenta, e la soglia è abbastanza precisa.Di solito la natura, meravigliosa, fa si che si beva esattamente la quantità necessaria di acqua utile a ristabilire la normalità dei liquidi extracellulari ossia a generare uno stato di sazietà nel soggetto. Poi i processi di disidratazione e concentrazione di sodio ricominciano e si prova nuovamente sete. Solitamente è cosi, le persone bevono quando hanno sete come gli animali. Avete mai visto un cane con una bottiglietta d’acqua nella zampa? Anche lui può contare sulla funzionalità dell’ipotalamo per rimanere correttamente idratato. Allora come fa la gente  che non beve mai?  “La quantità di acqua ingerita può variare notevolmente da un giorno all'altro.  L'ingestione è ampiamente influenzata dalle abitudini, da fattori culturali, dall'accessibilità all’acqua e dalla sete.  L'entità del volume di acqua che può essere ingerito è determinato dalla capacità del rene di concentrare e di diluire le urine. Un adulto medio con funzionalità renale normale ha bisogno di 400-500 ml di acqua per eliminare il carico giornaliero di soluti in urine concentrate al massimo. In aggiunta all'acqua ingerita, da 200 a 300 ml/ die di acqua vengono prodotti attraverso il catabolismo tissutale, rendendo perciò piuttosto basso l'apporto minimo di acqua necessario per prevenire l'insufficienza renale (da 200 a 300 ml/die). Tuttavia, per rimpiazzare le perdite totali di acqua e mantenere l'equilibrio idrico è necessario un apporto giornaliero fra i 700 e gli 800 ml. L'ingestione protratta nel tempo di un quantitativo minore di 700-800 ml determina un aumento della osmolarità(concentrazione di una soluzione) e lo stimolo della sete. (Manuale Merck)
Come la disidratazione può dare insufficienza renale e morte per aumento eccessivo della densità sanguigna anche l’iperidaratazone può portare a morte per edema cerebrale da eccessiva diluizione del sodio nel liquido extracellulare(iponatriemia).Si consideri che bere più di cinque litri di acqua nell’arco di poche ore potrebbe portare a morte per iponatriemia. Gardner JW. (maggio 2002). Death by water intoxication: pubmed.
L’eccessiva diluizione del liquido extracellulare conseguente all’eccessiva introduzione di acqua potrebbe paradossalmente portare addirittura ad avere crampi perché non apporterebbe il necessario fabbisogno di sali minerali utili a creare un equilibrio dei liquidi corporei.
 
L’equilibrio idrico è l’ideale,ne troppa ne poca acqua.
Allora quando e come idratarsi? La cosa  migliore sarebbe mangiare frutta e verdura in buona quantità. Vorrebbe dire almeno 4-5 frutti e 500-600 gr di verdura(possibilmente cruda) al giorno(che migliorerebbero anche la regolarità intestinale ) , perchè questi alimenti sono paragonabili ad una soluzione isotonica(classica flebo usata per la reidratazione), difatti contengono spesso miracolosamente il giusto equilibrio tra acqua, glucosio(nel caso della frutta fruttosio) e sali minerali. E bere almeno 1-1,5 litri di acqua al giorno per  un uomo medio del peso di 70-80 kg e circa un litro per una donna media del peso di 50-60 kg, ma questo, non può prescindere da un adeguato apporto di frutta e verdura.In questo modo il corpo si troverà in una situazione ideale per svolgere al meglio le sue funzioni fisiologiche(in medio stat virtus).
Tutto questo in soggetti sani, non anoressici, non ustionati o traumatizzati gravi con forti perdite di sangue, senza patologie renali, o  gastroenteriti particolarmente aggressive in corso. Il soggetto non deve soffrire di problemi ormonali di un certo tipo(carenza di adh,acth,diabete mellito aumento degli estrogeni nella donna ecc…..). In questi casi i soggetti andranno indirizzati allo specialista.
Nello sportivo va considerato un reintegro idrosalino di circa mezzo litro di acqua ogni ora di esercizio svolto e un frutto succoso appena finito l’allenamento. Dal punto di vista geriatrico il discorso è divertso, in quanto è risaputo che nell’anziano molto spesso lo stimolo della sete è quasi  soppresso o comunque molto ridotto.In questo caso sarà opportuno ricordare al soggetto di bere durante il giorno.
Un consiglio a chi crede di risolvere i propri inestetismi prendendo dei diuretici: è frequente che il problema non sia fisico ma psicologico. La ritenzione idrica è ben altra cosa in ambito medico. Fate una buona dieta, del regolare esercizio fisico e arrivate a raggiungere un peso ottimale rispetto ai vostri parametri antropometrici. Accettate il vostro corpo oppure ricorrete al chirurgo estetico ma non invocate la ritenzione idrica in vostra salvezza.
Vorrei concludere ricordando che l’osteopata è un promotore della salute, per questo è importante che sia a conoscenza di argomenti come quello appena descritto senza per questo sovrapporsi alle figure professionali di riferimento in caso di necessità legate a patologie conclamate.  Importante è il lavoro di equipe mantenendo i giusti ruoli e conoscendo il nostro campo d’azione che è quello della fisiologia e della parafisiologia nonché quello di aiuto in alcuni casi patologici selezionati, che riguardano soprattutto i problemi muscolo scheletrici,non certo per quanto concerne i casi sopracitati.

03 May

filosofia professionale

Saturday, 03 May 2014 05:15 Published in Blog

Quante volte arrivano pazienti a studio che hanno incontrato osteopati che alla prima visita gli hanno proposto pacchetti di dieci trattamenti. Quante volte alla fine del ciclo hanno risolto ben poco ma il loro portafoglio è stato alleggerito.

Basta, diciamo basta a questo tipo di approccio terapeutico. Il paziente è un individuo unico, con peculiarità irripetibili. Applicare dei protocolli temporali, o, peggio, terapeutici vuol dire uccidere la nostra professionalità. Personalmente io navigo a vista, vedo le reazioni dei pazienti al mio trattamento, solo allora decido come intervenire. Nella maggior parte dei casi bastano tre, quattro sedute, nei casi più difficili cinque ma è mio parere che se non si istruisce il paziente a mantenere e promuovere il proprio stato di salute il nostro lavoro sarà sempre a metà. Saremo solo dei meri esecutori forse più attaccati al denaro che alla sincera voglia di far stare bene le persone che ci consultano. Meglio avere più pazienti che arrivano a studio perchè qualcuno gli ha consigliato il nostro nome per i risultati ottenuti, piuttosto che pochi ma trattati molte, a volte troppe volte. Al mattino, quando mi sveglio e penso al mio lavoro vengo colto da una immensa gioia al pensiero di scovare e dipanare i problemi che affliggono chi arriva da me sofferente. La mia onestà professionale, nonchè intellettuale, spesso mi porta addirittura ad indirizzare coloro che non possono trarre beneficio dal mio intervento verso altre scelte terapeutiche più consone alle loro problematiche.

Ricordate: chi non sembra interessato a comprendere cosa ha causato i vostri dolori e vi parla subito di costi e numero di sedute, frequentemente non vi sarà di aiuto. Con sincera dedizione e interesse, Pietro Bennardo.

09 Apr

Curare con le mani

Wednesday, 09 April 2014 19:52 Published in Blog

Vi siete mai chiesti da cosa nasca la medicina, la fisioterapia, l'osteopatia? Cosa spinga gli esseri umani  a tentare di alleviare le sofferenze di altri esseri umani? Per comprendere i meccanismi che muovono questi atteggiamenti dobbiamo dare un'occhiata ai comportamenti dei nostri cugini più prossimi: le scimmie. Avete mai visto le scimmie spulciarsi tra di loro? E' un comportamento finalizzato a pulire quelle zone dove l'animale da solo non arriva. Ha la funzione di prevenire parassitosi, pulire la pelle, sciogliere fastidiosi intrecci di pelo. Tra gli scimpanzè, oltre alle cure generiche della pelle e alla pulizia scambievole, sono stati osservati anche comportamenti di cura riguardanti piccole menomazioni fisiche dei compagni. In alcuni casi è stata osservata la rimozione di alcune schegge dagli occhi effettuata con cura e precisione. Questo tipo di comportamento ha molteplici funzioni delle quali alcune hanno un ruolo veramente affascinante. Personalmente trovo meraviglioso che questo input di socializzazione abbia influito sulle capacità di aggregazione dei nostri antenati e abbia permesso, in parte, lo sviluppo della società moderna. E' grazie all'aggregazione che la società si è sviluppata in maniera così ipertrofica, ai giorni nostri (anche se l'era moderna sembra portatrice di inversione dei suddetti parametri). La cura nei confronti dell'individuo ha permesso di sviluppare fiducia nelle proprie capacità di gruppo, aumentandone la coesione e indirizzando al meglio le energie per un bene comune (caccia, raccolta, e poi allevamento, agricoltura e così via). Uno degli aspetti che trovo particolarmente interessante come spunto riflessivo è la capacità delle mani del primate di indagare nei tessuti dei suoi simili cercando irregolarità, parassiti, differenze strutturali delle superfici che esplora. Mi ricorda molto ciò che faccio a studio; di certo non cerco parassiti, ma ancora sento la matrice originale, quel tipo di cura che ha seguito vie espressive che poi si sono sviluppate in abilità terapeutiche nel corso dei millenni. Ognuno di noi ha un istinto innato in quel senso, ed è quello che va coltivato, sarà quello a fare la differenza, l'interesse verso il prossimo, la cura che ha un valore che supera i confini dell'atto semplice e puro per trovare la sua massima espressione nel fare del bene.

 

18 Mar

Mai sottovalutare un buon massaggio

Tuesday, 18 March 2014 00:00 Published in Blog

Sento molto spesso parlare di trattamenti fasciali, trattamenti strutturali, manipolazioni viscerali e sempre più frequentemente mi chiedo: ma il vecchio e caro massaggio, la classica massoterapia (ci fanno due anni di corso i massofisioterapisti,attualmente) per intenderci, che fine ha fatto? Io credo che molti pseudoscienziati della terapia manuale provino un piacere estremo a fregiarsi di capacità extrasensoriali con nomi esotici e altisonanti ma spesso dimenticano l'importanza del massaggio, più delicato in certi casi, più veemente in altri. Se ben fatto ha delle potenzialità enormi (avete mai provato un massaggio di un'ora?), riesce a distendere tensioni fisiche e psichiche come farebbe solo un potente farmaco ipnotico. Dobbiamo ricordarlo, spesso ci affanniamo a cercare tecniche raffinate cadendo in un vortice nevrotico di compiacimento estetico personale e dimentichiamo l'efficacia del massaggio. Sfioramento, impastamento, frizione e percussione, che potente mezzo! La tendenza a complicare i trattamenti a volte rende inefficaci i nostri interventi. Sarà importantissimo mantenere uno spirito critico acceso e vigilare attentamente sulle nostre scelte terapeutiche in quanto non sempre il massaggio risulta utile, anzi a volte è controindicato (febbri alte, cirrosi, tumori ecc...) ma andrebbe usato con più frequenza,senza relegarlo all'angolo del nostro studio come un giocattolo vecchio, impolverato e poco moderno.

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fisioterapista (sui generis)

  • Mi chiamo Pietro Bennardo, sono nato nel 1978 a Roma. Maturità scientifica nel 1997. Nel 2000 mi sono diplomato in fisioterapia col massimo dei voti. Mi sono specializzato in shiatsu (metodo namikoshi) diplomandomi nel 2002 col dott. Palombini. Poi ho intrapreso il percorso formativo in osteopatia diplomandomi nel 2008. Da anni esercito la professione di fisioterapista con contaminazioni osteopatiche, per…

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