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09 Mar 11:09 am

Fratture da stress nel corridore


Fratture da stress nel corridore

Era la lesione tipica dei militari sottoposti a marce prolungate forzate. Per fortuna le condizioni dei militari sono migliorate e ora, sono fratture tipiche di chi si sottopone a stress eccessivi per il piede, ma per motivi ludico/ricreativi o professionali.

Infatti è proprio il piede dello sportivo o del camminatore seriale in terreni disconnessi con calzature inadeguate a essere il principale imputato. Quello che avviene è una lesione ossea a livello dei metatarsi , dell’astragalo, del calcagno o della parte terminale della tibia, non determinata da eventi traumatici specifici.

I motivi possono essere diversi: si va dai microtraumatismi ripetuti (causa piu lieve) all’alterazione del metabolismo osseo (che potrebbe nascondere patologie ben più importanti ma che, per fortuna sono rare nello sportivo).

Parliamo di quello che ci interessa di più: l’allenamento, le calzature, il tipo di piede e il terreno.

L’atleta dovrà programmare ad hoc il suo programma di allenamento al fine di evitare carichi eccessivi. Dovrà fare attenzione alla scelta della calzatura piu adatta e dovrà fare attenzione a non allenarsi troppo frequentemente su terreni rigidi (recentemente ho avuto una paziente a studio con questo problema la quale si allenava sempre sull’asfalto). In ultimo bisogna analizzare il tipo di appoggio: un pronatore sarà più soggetto a questi tipo di traumi.

Il dolore di solito è  acuto o subdolo. Non sempre è ben localizzato e comporta impotenza funzionale edema e tumefazione della parte.

La cura consiste nel riposo totale dall’attività.

Tutore rigido o gesso.

Campi magnetici.

Nella peggiore delle ipotesi: chirurgia.

A volte i tempi di guarigione sono difficilmente prevedibili

Come si prevengono?

 Programmi adeguati di allenamento.

Scarpe e plantari adeguati (con correzione dei vizi attraverso la somministrazione di esercizi e manipolazioni)

terreni di allenamento adeguati

Ciclicità dell’allenamento

Nella ripresa dovremo considerare piu fattori: peso dell’atleta, rigidità dei muscoli (esistono fratture, cosiddette, da avulsione e cioè provocate da una eccessiva tensione dei muscoli che vanno a staccare il pezzetto di osso dove si inseriscono), sesso ( le donne possono essere più soggette alle fratture da stress per l’osteoporosi, quindi andrà valutato correttamente il caso).

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fisioterapista (sui generis)

  • Mi chiamo Pietro Bennardo, sono nato nel 1978 a Roma. Maturità scientifica nel 1997. Nel 2000 mi sono diplomato in fisioterapia col massimo dei voti. Mi sono specializzato in shiatsu (metodo namikoshi) diplomandomi nel 2002 col dott. Palombini. Poi ho intrapreso il percorso formativo in osteopatia diplomandomi nel 2008. Da anni esercito la professione di fisioterapista con contaminazioni osteopatiche, per…

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